Fatturazione elettronica adesione al servizio di consultazione

Sono sempre più numerosi i clienti che ci chiedono cosa è necessario fare per evitare che il servizio di consultazione della Agenzia delle entrate cessi di funzionare alla scadenza del 31/10/2019.

Qui di seguito vi mostriamo alcune immagini che vi chiariranno le idee e tramite le quali riuscirete, in piena autonomia, ad aderire il servzio e/o a controllare che il serizio sia già stato attivato.

Come al solito dovrete accedere al sito delle “Fatture e corrispettivi” con le vostre credenziali, selezionare l’utenza per la quale desiderate lavorare e poi come d seguenti immagini:

Selezionare consultazione e poi Fatture elettroniche e altri dati Iva:

http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Consultazione.png
http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Consultazione.png

Troverete in alto, non molto in evidenza, una indicazione del tipo “Vai all’adesione”:

http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Adesione.png
http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Adesione.png

Quindi un nuovo messaggio come il seguente sul quale necessiterà un click per aderire:

http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Aderisci.png
http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Aderisci.png

 

Verrà quindi riportato un rapporto su cosa è l’adesione alla consultazione e solo al fondo troverete nuovamente un check che sarà da spuntare e poi di nuovo un click su “Aderisco”.

Vi consigliamo inoltre in questa occasione di scaricare l’accordo di adesione in .pdf .

Fatturazione Elettronica Ho letto Aderisco
Fatturazione Elettronica Ho letto Aderisco

 

L’ultimo precedente click vi porterà quindi alla pagina finale che sarà come la seguente:

http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Adesione-in-corso.png
http://www.softa.it/site/wp-content/uploads/Fatturazione-Elettronica-Adesione-in-corso.png

La richiesta quindi è stata recepita e pertanto a breve dovrebbe arrivare la effettiva adesione.

 

Programma per RI.BA. Ricevuta Bancaria cosa sono e come si usano.

Programma per RI.BA. Ricevuta Bancaria cosa sono e come si usano.

Programma per RI.BA. Ricevuta Bancaria cosa sono e come si usano

Le Ri.Ba. sono uno strumento finanziario molto usato in Italia ed agevola il creditore nella fase degli incassi, agevola anche il debitore per effettuare i pagamenti tramite banca.

Le banche hanno realizzato apposite procedure affinchè il creditore / venditore possa caricare sostanzialmente:

  • Nome del debitore
  • Codice fiscale e/opartita Iva del debitore
  • Data di scadenza del credito
  • Importo del credito
  • Numero di fatture.

Abitualmente queste indicazioni devono essere inserite sul portale della banca con un anticipo rispetto alla scadenza di 20 giorni al fine di consentire al debitore di vedere la scadenza e consentire l’addebito indicato.

Per il creditore gli importi inseriti possono fungere da attestazione di credito affinché la banca possa concedere un anticipo per i crediti posseduti.

Inseriti i propri crediti avverrà che la banca, abitualmente un giorno dopo la scadenza accrediterà sul conto del creditore l’intero importo da lui presentato.

Avverrà anche che, se il cliente non ha dato autorizzazione all’addebito, che il creditore vedrà un importo addebitato per l’ammontare del suo credito più le spese che abitualmente possono variare dai 2 ai 5 euro.

Per eventuali esigenze di cassa il creditore, pagando interessi passivi, potrà chiedere un anticipo per l’ammontare parziale o totale delle Riba Inserite.

Come si compila la fattura

  1. Per le nuove fatture, è necessario selezionare una forma di pagamento di tipo Ri.Ba. Il database modello che suggeriamo ai nostri clienti contiene già alcuni codici di pagamento che iniziano con la lettera “R” seguita dal numero di giorni es. “030” per i 30 gg. E poi “F” o “FM” che stanno ad indicare rispettivamente Data Fattura e Fine Mese.
  2. In anagrafica cliente inserire la descrizione della banca del cliente + i codici ABI e CAB della stessa. Per semplicità suggeriamo di inserire il codice IBAN completo. Il codice IBAN è conformato come segue:
  • IT – sta per Italia ed è uguale per tutti i clienti italiani.
  • CHECK – 2 caratteri numerici di controllo internazionali.
  • CIN – 1 carattere alfabetico di controllo nazionale.
  • ABI – 5 caratteri numerici che identifica l’istituto di credito, la banca.
  • CAB – 5 caratteri numerici che identifica l’agenzia.
  • Conto corrente -12 caratteri alfanumerici per il numero di conto.

Sulla fattura dovranno comparire:

  • La forma di pagamento tipo : Ric. Banc. A 30 gg. F.M. D.F.
  • La banca d’appoggio tipo : Banca d’Italia ag. …
  • Il codice IBAN tipo : IT 27 N 05142 25145 021200124414

 

Come creare il file da importare con il remote banking

Richiamato il modulo dal menù Contabilità, Emissione Riba apparirà una maschera come da immagine seguente:

Programma per inviare le Riba in Banca

Inserire quindi il codice banca sulla quale si intende appoggiare il flusso, inserire il codice contabile per la registrazione contabile e se non suggerito, indicare il conto di contabilità necessario per la relativa registrazione.

In basso troverete i seguenti pulsanti.

  • Chiudi Per chiudere la maschera
  • Controlla Verifica che siano presenti gli elementi indispensabili per a emissione
  • Anteprima E’ necessario inserire prima la spunta sulla colonna elabora affinchè si scelgano gli importi da presentare
  • Stampa E’ necessario inserire prima la spunta sulla colonna elabora affinché si possa effettuare la stampa
  • Crea file Selezionare le scadenze per cui si desidera creare il file da inviare alla banca.
  • Definitivo In automatico verrà effettuata la registrazione.
  • Precedenti Apparirà l’elenco delle precedenti emissioni e sarà possibile ristampare la presentazione

Alcuni link esterni:

Wikipedia – Ricevuta bancaria

 

Fatidico Spesometro posticipato ulteriormente al 5 Ottobre 2017

Dopo il caos finalmente la risposta dell’l’Agenzia delle Entrate, è stato deciso lo spostamento della scadenza per presentare la “Comunicazione dati fatture” dal 28 settembre al 5 ottobre.

Con il comunicato la Agenzia ha precisato che saranno considerati tempestivi gli adempimenti effettuati entro tale nuova data e che stanno valutando se non applicare sanzioni, per una sorta di moratoria, per eventuali errori formali fino a 15 giorni dalla scadenza originaria.

Eravamo quasi certi che una proroga la Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto concederla, il portale è fuori uso da Venerdì 22 e non è pensabile che, per quanto abbiano ripristinato il servizio il 26 settembre, inviare una mole di dati enormi in soli 3 giorni.

Perché il servizio è stato interrotto 

Il servizio è stato interrotto perché alcuni utenti avevano segnalato che inserendo soltanto il codice fiscale dei contribuenti era possibile accedere a tutti i loro dati in «palese violazione della privacy».

L’Agenzia delle Entrate dichiara

«Il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione. Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione. Ci scusiamo per l’inconveniente».  L’Agenzia delle entrate ha comunicato così il blocco dello spesometro, messo in stand by mentre si cerca di risolvere i problemi segnalati dai professionisti che utilizzano lo strumento, tra cui la violazione della privacy.

Le sanzioni se non si rispettano le scadenze

I possessori di partita Iva che non invieranno nei tempi utili all’Agenzia delle Entrate incorreranno in sanzioni. Le multe vanno dai 258 ai 2.065 euro e verranno applicate anche in caso di invio di informazioni non veritiere.

Spesometro o comunicazione, quale la differenza

Lo spesometro era la dichiarazione annuale che è stata inviata fino al 2016, a partite dal 2017 si invieranno le comunicazioni dati fatture trimestrali.

I titolari di partita Iva, imprese e lavoratori autonomi, sono tenuti ad inviare all’Agenzia delle Entrate il dettaglio delle fatture emesse ed il dettaglio delle fatture ricevute.

Incrociando i dati sarà facile per l’Agenzia delle entrate far emergere l’eventuale pratica di emissione di fatture false o di mancata fatturazione a fronte di cessioni di beni e servizi (questo vale ovviamente per chi detiene una partita IVA).

Perché programmi Softa.

Alle piccole e medie imprese che vedono il sistema gestionale solo come uno strumento necessario ad emettere i documenti noi di Softa diciamo: “oggi più di ieri, è sempre più importante avere un programma che consenta la emissione dei documenti ma riteniamo indispensabile che lo stesso crei anche un flusso contabile e che in automatico si creino i registri contabili idonei ad estrarre i dati da inviare alla agenzia delle entrate. Solo così si avrà la certezza che quanto stampato corrisponda esattamente a quanto comunicato.

Il pensiero tradizionale porta gli imprenditori a pensare che tali incombenze spettino al commercialista, deve essere il commercialista a preoccuparsi. Noi invece diciamo che l’errore così facendo è dietro l’angolo, questa pratica è decisamente pericolosa. Dimenticare di inviare una fattura, sbagliare a ridigitare un codice su un altro sistema gestionale è la cosa più facile che possa succedere. Tutte le incongruenze emergeranno e la agenzia delle entrate non aspetta altro. Con i programmi Softa avrete la certezza che quanto registrato corrisponda esattamente a quanto comunicato.

Il commercialista potrà intervenire sui programmi Softa ed eventualmente estrarre il file da inviare all’Agenzia delle entrate.

Articoli correlati:

Il sole 24 ore.

Comunicato Ansa

 

 

Comunicazione dati fatture in Tilt

Ormai è chiaro, le segnalazioni incomprensibili, le ricevute insignificanti ed i problemi di privacy riscontrati hanno reso necessario la chiusura del portale adibito alla trasmissione ed al controllo dei file relativi alla comunicazione dati fatture.

Le software house ed i professionisti che, a partire da sabato, hanno tentato di inviare tali file, si sono ritrovati una pagina blu con scritte in bianco che dichiaravano testualmente:

“Il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione.
Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione.”
Ci scusiamo per l’inconveniente.

vedasi anche articolo del sole 24 ore:

Spesometro nel caos

Cosa fare a questo punto?

 

 

Programma per Gestione dei cespiti Softa

Programma per Gestione dei cespiti Softa

Il programma di gestione cespiti Softa può essere utilizzato anche autonomamente quindi senza l’utilizzo del modulo contabilità sebbene ne sia consigliato l’uso.

Qui di seguito vi mostreremo come, semplicemente caricando le fatture di acquisto cespiti, tali registrazioni serviranno per l’inserimento automatico nel registro dei cespiti.

In ordine vi illustreremo come:

1) impostare le tabelle delle categorie merceologiche

2) Registrare la fattura di acquisto di un cespite

3) Eseguire l’utility per la creazione automatica

4) Gestire e/o modificare un cespite per percentuali differenti

5) Stampare il libro dei cespiti

6) Inserire le scritture di fine anno per le quote di ammortamento

 

Impostare le tabelle delle categorie merceologiche

Inserito il piano dei conti, sarà necessario inserire nelle categorie merceologiche, tante categorie quante saranno i sottoconti indicati nel piano dei conti.

Ad esempio se il vostro piano dei conti alla voce “Immobilizzazioni Materiali” avrà ben 6 sottoconti quali “Automezzi”, “Mobili”, ecc. ecc. voi dovrete inserire 6 categorie merceologiche.

Esempio definizione categoria merceologia per i beni strumentali

 

Il codice categoria è un alfanumerico quindi potrete inserire anche codici che siano mnemonici, “AR” per Arredamenti etc.

Necessita la spunta sul controllo Beni strumentali, la percentuale di ammortamento fiscale annuo, la percentuale ove possibile per il super ammortamento, a richiesta non necessario il numero di anni per l’eventuale ammortamento civilistico, il sottoconto dei beni da inserire tipo gli Arredamenti, il sottoconto per le quote di ammortamento, il sottoconto per il fondo di ammortamento ed infine il tipo di ammortamento.

Normale – il primo anno al 50% del previsto

Anticipato – Il doppio della percentuale prevista

Ridotto – il 50% di quanto previsto

Costante – A partire dal primo anno verrà applicata la stessa percentuale.

Registrare la fattura di acquisto di un cespite

In registrazioni contabili sarà sufficiente utilizzare un sottoconto inserito nel conto bene, come da precedente capitolo, e necessiterà inserire una descrizione adeguata al caricamento del cespite.

Ad esempio:

Nuova Registrazione Cespite

Eseguire l’utility per la creazione automatica

Per inserire i cespiti nell’archivio dei cespiti sarà sufficiente richiamare dal menu cespiti, utility, la prima utility di inserimento automatico dei cespiti.

Gestire e/o modificare un cespite per percentuali differenti

Per controllare se i cespiti sono stati inseriti in tabella sarà necessario, tramite il menù cespiti, beni strumentali, richiamare il menù  “Beni strumentali” .

Si vedrà un elenco cronologico dei cespiti inseriti.

Si avrà la possibilità di rinumerare tutti i cespiti e per variare sarà sufficiente un doppio click su qualsiasi riga.

Un cespite potrebbe essere rappresentato come segue:

Scheda di un cespite semplice per arredamento

Ottenuto il caricamento automatico si potrà effettuare qualsiasi modifica anzi, tramite il pulsante crea ammortamento si potrebbe ricostruire un nuovo piano di ammortamento.

Le verifiche che verranno effettuate sono le seguenti:

1) non è possibile modificare un piano di ammortamento per anni pecedenti o uguali alla data ultima di stampa giornale bollato.

2) Il totale degli ammortamenti dovrà essere uguale al totale del costo.

3) il costo del cespite potrà essere riferito a registrazioni multiple, il dettaglio sarà recuperabile tramite la scheda dei dettagli.

4) Se si desidera diminuire gli anni per cui si farà l’ammortamento sarà consentito inserire nell’importo di ammortamento un importo diverso a patto che il numero di righe degli anni successivi saranno uguali al numero di righe create automaticamente. Quindi sì azzeramento degli importi ma il totale deve quadrare ma no cancellazione delle righe.

Stampare il libro dei cespiti

Richiamata la voce di menù, consigliamo di verificare che i totali per sottoconto quadrino con il bilancio. quindi se avremo un totale sul libro dei cespiti di euro 8.693,94  lo stesso totale dovrà essere presente in bilancio in corrispondenza dello stesso codice mastro.

 Guarda un esempio di libro cespite

 

Inserire le scritture di fine anno per le quote di ammortamento

Ultima ed importante funzionalità la troviamo nelle utility, esattamente la numero 2 che la seguente etichetta:

Creazione automatica delle registrazioni contabili di fine anno

Prima di eseguire tale utility sarà necessario inserire la data in cui si desidera registrare le “quote di ammortamento” e selezionare la causale contabile adeguata che solitamente è “QA” quote di ammortamento.

L’esecuzione di tale utility terminerà con l’inserimento di un’unica registrazione nella data indicata.

Se la registrazione nella sua totalità sarà da cancellare, si potrà tranquillamente richiamarla da elenco registrazioni ed eseguire la cancellazione.

 

Corso Antiriciclaggio a Torino – Ispezioni antiriciclaggio della GdF. Nel mirino anche i controlli interni e la formazione del personale presso gli studi professionali

Ispezioni antiriciclaggio della GdF negli studi: nel mirino anche i controlli interni e la formazione del personale.

 

La corretta applicazione della normativa antiriciclaggio e soprattutto la collaborazione attiva richiesta al professionista è sicuramente un compito articolato, complesso ed estremamente delicato. E’ comprensibile, pertanto, come la necessità di condividere adeguatamente all’interno degli studi professionali le varie problematiche presupponga la formazione e lo sviluppo di una cultura sull’argomento da trasmettere necessariamente ai collaboratori e dipendenti coinvolti in prima persona nella gestione antiriciclaggio.

 

Nelle istruzioni operative predisposte dalla Guardia di Finanza per le verifiche antiriciclaggio agli studi professionali, particolare rilievo è stato posto nell’individuazione di collaboratori e dipendenti eventualmente delegati dal professionista all’adempimento di alcuni obblighi previsti dalla normativa e alla necessità di impartire loro un’adeguata formazione.

Nell’attività di controllo prevista dalla Guardia di Finanza negli studi professionali, infatti, una delle fasi iniziali che precede il controllo di merito e degli adempimenti, è proprio la verifica della struttura organizzativa dello studio e della delega interna di compiti e responsabilità ai fini della normativa antiriciclaggio.

L’importanza dell’adozione di tali misure è ribadita nella check-list delle ispezioni della GdF negli studi professionali1, dove vengono evidenziate una serie di attività preliminari e propedeutiche ai controlli da svolgere nella fase di accesso negli studi:

  • Identificare il personale formalmente incaricato dal professionista all’assolvimento degli obblighi di adeguata verifica dei clienti, di registrazione, conservazione e di segnalazione delle operazioni sospette;
  • Verificare il sistema delle deleghe interne e di eventuali direttive impartite dal professionista a dipendenti e/o collaboratori destinatari di incarichi ai fini dell’assolvimento degli obblighi antiriciclaggio;
  • Appurare l’esistenza di normativa e manualistica interna, nonché l’adozione da parte del professionista ispezionato di misure di formazione del personale dipendente incaricato;
  • Riscontrare l’istituzione di eventuali sistemi di controllo interni, idonei a verificare il corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio.

Corsi antiriciclaggio nel mirino della Guardia di Finanza

Relativamente alla formazione del personale di cui all’art. 54 del D.Lgs. n.231/2007, va segnalato che durante i controlli della Guardia di Finanza un riscontro potrà essere effettuato anche relativamente a tale obbligo, verificando se sono stati erogati corsi con carattere di continuità e sistematicità, ovvero se sono stati previsti programmi o moduli formativi e simili in linea con l’evoluzione normativa; il rilascio dell’attestato di partecipazione permetterà di dimostrare agli Organi di controllo di aver adempiuto a tale obbligo formativo.

Se è vero l’assunto secondo cui “il rischio è inversamente proporzionale alla conoscenza”, allora si spiega perché l’adeguata formazione costituisca un fattore estremamente importante in presenza di una normativa certamente complessa; la diffusione all’interno degli studi professionali di una cultura in materia antiriciclaggio potrà essere, infatti, di supporto al professionista nel dimostrare che sono stati adottati gli opportuni presidi.

Noi della Società SOFTA offriamo la possibilità alle maestranze, ai consulenti e agli studi associati la possibilità di partecipazione a corsi propedeutici inerenti le normative antiriciclaggio e alla lotta al terrorismo approfondendo gli obblighi, le procedure, la modulistica.

Tali corsi saranno tenuti dal Responsabile Antiriciclaggio di AssoProfessional, associazione partecipante ai tavoli tecnici del MEF.

I corsi prevedono il rilascio di un attestato nominativo di partecipazione.

Certi della sua attenzione all’argomento rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

Qualora sia di vostro interesse quanto proposto, Vi preghiamo di inviarci un’email con l’eventuale numero di potenziali partecipanti. Vi faremo avere sia le date che i costi per la partecipazione ai corsi.

I primi corsi Antiriciclaggio a Torino.

Corso Antiriciclaggio a Torino – Ispezioni antiriciclaggio della GdF.

Nel mirino anche i controlli interni e la formazione del personale presso gli studi professionali

Archivio Vies (VAT Information exchange system)

Archivio Vies (VAT Information exchange system)

Inclusione Archivio VIES

Forse non tutti sanno che per poter effettuare operazioni intracomunitarie, i soggetti Iva devono essere inclusi nell’archivio Vies (VAT information exchange system).

L’opzione per effettuare queste operazioni può essere espressa direttamente nella dichiarazione di inizio attività oppure, successivamente, telematicamente, in modalità diretta o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del Dpr 322/1998.

In ogni caso, i contribuenti possono in qualsiasi momento comunicare la volontà di retrocedere dall’opzione, cioè di essere esclusi dal Vies perché non si ha più intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie.

Chi deve richiedere l’inclusione nel Vies

L’obbligo di essere inclusi nell’archivio Vies per poter effettuare operazioni intracomunitarie riguarda tutti i soggetti che esercitano attività impresa, arte o professione, nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione.

Inoltre, la richiesta può essere fatta anche dai soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini Iva (modello ANR) o che si identificano tramite nomina di un rappresentante fiscale.

Come richiedere l’inclusione nel Vies

La volontà di essere inseriti nel Vies viene espressa compilando il campo “Operazioni Intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi). Vale come manifestazione di volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie la selezione della casella “C” del quadro A del modello AA7 da parte degli enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta.

I soggetti già titolari di partita Iva, che non hanno richiesto l’inclusione nel Vies all’avvio dell’attività, possono farlo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediari incaricati.

I soggetti incaricati della trasmissione telematica hanno l’obbligo di consegnare al dichiarante copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia.

Con le stesse modalità previste per l’inclusione nel Vies va comunicata, eventualmente, la volontà di non essere più inclusi nell’archivio.

La presentazione telematica diretta è consentita anche ai soggetti non residenti identificati direttamente ai fini Iva.

Come avviene l’inclusione nell’archivio

L’Agenzia delle Entrate include immediatamente il numero di partita Iva nell’archivio Vies al momento della ricezione dell’opzione.

Il soggetto interessato può verificare l’avvenuta inclusione della propria posizione nell’archivio Vies utilizzando il servizio di verifica online.

La posizione dei contribuenti inclusi nel Vies è costantemente monitorata nel tempo.

Nei confronti dei soggetti inclusi nell’archivio Vies sono effettuati controlli formali sulla regolare presentazione degli elenchi riepilogativi relativi alle operazioni intracomunitarie effettuate. A seguito di tali controlli, l’Agenzia delle Entrate procede all’esclusione dal Vies dei soggetti che risultano non aver presentato alcun elenco riepilogativo per quattro trimestri consecutivi.

L’esclusione è effettuata dall’Agenzia delle Entrate previo invio di apposita comunicazione al contribuente e ha effetto dal sessantesimo giorno successivo alla data della comunicazione.VIES(1)

Compilazione e invio via web – Istanza di inclusione nell’archivio Vies

L’opzione di inclusione nell’archivio Vies può essere effettuata telematicamente, da parte dei soggetti già titolari di partita Iva.

E’ consentita la presentazione telematica diretta e quella tramite intermediari.

La funzione consente di compilare e trasmettere direttamente online l’opzione, senza la necessità di scaricare alcun software.

Per accedere al servizio web è necessario registrarsi ai servizi telematici ed accedere al servizio raggiungibile tramite click su accedi al servizio del seguente link.

 

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Inclusione+archivio+Vies/Compilazione+e+invio+via+web+Vies/

Per approfondimenti:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Inclusione+archivio+Vies/Scheda+Info+partite+IVA_intra/