Bonifici bancari – Cosa sono – Come si registrano

Bonifici bancari – Cosa sono – Come si registrano

Bonifici bancari – Cosa sono – Come si registrano

Cos’è un bonifico?

Il bonifico è un’operazione bancaria con la quale l’utente può determinare il trasferimento di denaro dal proprio conto corrente ad un differente conto corrente.

Abitualmente il trasferimento avviene da un cliente ad un fornitore.

Il bonifico può essere di tipo SEPA oppure un bonifico estero.

Bonifico SEPA
I bonifici denominati SEPA (Single Euro Payments Area) sono bonifici validi nell’area SEPA che conta i 28 Stati Membri dell’Unione Europea (UE) con l’aggiunta dell’Islanda, della Norvegia, del Liechtenstein, della Svizzera, del Principato di Monaco, di San Marino, del Principato di Andorra e della Città del Vaticano.

In quest’area i bonifici sono effettuati senza distinzione da quelli effettuati sul territorio nazionale di appartenenza e possono essere effettuati solo in euro.

Bonifico estero

Si tratta del bonifico eseguito in divisa o verso un paese extra SEPA.

Cosa occorre per poterlo effettuare?

Per effettuare bonifici occorre avere un proprio conto corrente bancario, o una carta conto e la sufficiente disponibilità.

Abitualmente gli Istituti bancari definiscono anche un massimale giornaliero, vale a dire che, nell’ambito dello stesso giorno, non si possono inserire operazioni di bonifico il cui totale superi l’importo stabilito.

È necessario conoscere il codice IBAN del conto corrente sul quale si desidera inviare il denaro.

Il Codice IBAN è l’identificativo del conto corrente ed è composto esattamente da 27 caratteri come di seguito definiti:

Nazione                       IT                            – Codice Nazione esempio Italia

CIN Europeo                12                           – 2 cifre di controllo o CIN Europeo

CIN                               A                             – è composto da una sola lettera ed è utilizzato come carattere di controllo

ABI                               12345                     – è un numero composto da cinque cifre e rappresenta l’istituto di credito

CAB                              12345                     – è un numero composto da cinque cifre e rappresenta la filiale dell’istituto di credito

CONTO CORRENTE      123456789012       – 12 caratteri alfanumerici.

Nel caso il numero di caratteri del conto corrente sia inferiore a 12 questi

dovranno essere preceduti da zeri.

 

In quanto tempo viene accreditato?

Nell’area SEPA i bonifici sono accreditati al beneficiario il giorno lavorativo successivo all’inserimento.

 

Cosa è il TRN?

Ogni bonifico inserito viene identificato con codice TRN Transaction Reference Number.

Il beneficiario per assicurarsi che il bonifico sia stato effettuato, può richiedere il codice TRN.

Con il codice TRN si potrà identificare univocamente l’operazione e quindi accertarsi che sia stata effettuata.

 

E’ possibile registrare ed inviare Bonifici multipli.

Sì è possibile!

SEPA ha definito appositi e quindi con il programma SOFTA è possibile creare file importabili tramite i programmi di remote banking.

Come impostare e creare file da importare.

 

Come impostare il programma per emettere i bonifici in automatico

Tramite menu contabilità causali contabili inserire e/o accertarsi che esista una causale contabile come da seguente immagine:

Causale contabile bonifico fornitore

Tramite il menu anagrafiche banche inserire e/o modificare una banca contenente le informazioni come da seguente immagine.

Banca bonifici bancari
Banca bonifici bancari

In particolare, necessita inserire la causale da utilizzare nei casi in cui si voglia emettere bonifici multipli.

Tramite il menu anagrafiche fornitori inserire e/o controllare che siano presente il codice IBAN come da seguente immagine:

fornitore con IBAN
fornitore con IBAN

Tramite il menu tabelle pagamenti controllare che esistano forme di pagamento “bonifici bancari” come da seguente immagine

codice di pagamento con bonifico
codice di pagamento con bonifico

Vediamo quindi come alimentare lo scadenzario con scadenze di tipo bonifico.

Innanzitutto tramite menu, contabilitò richiamare la voce “Registrazioni Contabili”.

Fra le causali proposte scegliere ad esempio “FA” Fatture di acquisto.

Inserire quindi tutti i riferimenti della fattura controllando che il codice di pagamento sia un codice che preveda una scadenze di tipo bonifico.

Prima di chiudere la registrazione passare tramite click nella sezione scadenze e verificare che, nella colonna “Tipo” sia presente la “B” di bonifico.

Vedi immagine seguente:

Scadenze con bonifici
Scadenze con bonifici

Tramite il menu contabilità, pagamenti multipli, vedrete apparire le scadenze passive da pagare tramite bonifici come da seguente immagine:

Scadenze con bonifici
Scadenze con bonifici

Vediamo quindi la sequenza da adottare per ottenere un file da importare nei programmi di remote banking.

Innanzitutto, selezionare B, come bonifico, per visualizzare le scadenza ti tipo bonifico da pagare

Quindi scegliere la banca che si intende utilizzare per i bonifici e vedrete, se impostata bene, apparire la causale contabile ed il sottoconto prestabilito.

Tramite i controlli “Dalla data” e “Alla Data” è possibile limitare la visualizzazione alle sole scadenze rientranti in un preciso periodo.

Controllare in particolare che le colonne Chek, CIN, ABI, CAB e c/corr. Siano presenti, in quanto, l’assenza di uno qualsiasi di questi dati il bonifico non potrà essere messo.

E’ possibile quindi selezionate tramite l’apposito chek le scadenze che si intendono pagare.

Vedrete anche una colonna “Non Autorizzato” che, per chi lo desideri, consentirebbe agli operatori che emettono bonifici di accertarsi che la verifica sulla fattura è stata già effettuata da altro ufficio appositamente dedicato.

Selezionate le scadenze da pagare, consigliamo di eseguire un click su tutti i pulsanti visualizzati in basso e quindi:

  • Controlla Controllerà che tutte le informazioni necessarie sono state inserite
  • Stampa distinta Realizzerà una stampa che confermi la selezione eseguita.
  • Crea file Su crea file vedrete una doppia scelta:
    1. File TXT
    2. Crea XML

Prima di proseguire dovrete verificare sul remote banking quale tipo di file

può essere importato

  • Definitivo con definitivo verrà creata automaticamente la registrazione di pagamento
  • Anteprima presentazione – come per la stampa vedrete l’ammontare complessivo dell’operazione.

La registrazione memorizzata tramite il pulsante “Definitivo” è facilmente reperibile tramite la scheda conto della banca selezionata.

 

Reverse Charge – Cos’è e come funziona

Reverse Charge – Cos’è e come funziona

Reverse charge Iva: Cos’è e come funziona.

La regola generale su cui si fonda l’Iva è che esiste un cedente (venditore) ed un cessionario (acquirente), il cedente emette una fattura ed espone l’IVA.
L’iva in fattura viene pagata dall’acquirente al venditore e poi il venditore verserà l’IVA all’Erario indipendentemente dall’incasso, eccezzion fatta per le operazioni di split payment ed operazioni di iva per cassa.
L’iva pagata dall’acquirente diventa un credito verso l’Erario e sarà detratto in occasione del primo pagamento di IVA incassata.
Il meccanismo del reverse charge si pone come eccezione alla regola generale su esposta.
Il cedente venditore non deve espone l’Iva in fattura, mentre il cessionario acquirente, che riceve una fatture emessa in regime di reverse charge, deve aggiungere l’Iva
ed annotarla nel registro degli acquisti e nel registro delle reverse charge.
Con queste annotazioni, l’operazione nel suo complesso risulterà a “zero” ma nella sostanza la liquidazione dell’iva rimane in capo a chi ha effettuato l’acquisto.
Ciò si è reso necessario in quanto in molti casi il venditore che incassava l’iva dall’acquirente non effettuava il versamento dell’iva all’erario.
Il sistema del reverse charge nel suo insieme può contemplare operazioni nazionali ed operazioni estere.
Le operazioni nazionali saranno definite come (reverse charge “interne”) le estere invece saranno definite come (reverse charge “esterne”).
Alcuni esempi tra tutti:

1) Acquisti dalla repubblica di San Marino;

2) Acquisti intracomunitari;

3) Cessioni di rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e dei relativi lavori;

4) Cessioni di carta da macero, di stracci e di scarti di ossa, di pelli, di vetri, di gomma e plastica;

5) Bancali in legno (pallet);

6) Operazioni di cessioni di oro;

7) le prestazioni di servizi (diversi da servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici) compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori;

8) Le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell’articolo 10 (DPR 633/1972) per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l’opzione per l’imposizione;

9) Le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici;
10) Le cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché alle cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione;

11) I trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;

12) i trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;

13) Le cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell’articolo 7-bis, comma 3, lettera a) (DPR 633/1972).
Deroghe alla neutralità dell’Iva
L’ipotesi in cui la neutralità dell’Iva tra cedente e cessionario (rispetto alle casse Erariali) potrebbe subire una deroga è quella in cui il
cessionario sia sottoposto ad un regime di detraibilità parziale, soggettiva o oggettiva, dell’Iva.
Per esempio, nella ipotesi di acquisto da parte di un contribuente che, operando nel settore sanitario, ponga in essere esclusivamente operazioni esenti da Iva ai
sensi dell’articolo 10, n.18, DPR 633/1972, l’Iva assolta sugli acquisti è integralmente indetraibile (c.d. pro-rata); ricevendo una
fattura da un soggetto obbligato all’applicazione del reverse charge, deve annotarla nel registro IVA acquisti con IVA indetraibile, e
nel registro delle vendite applicando l’Iva che, pertanto, sarebbe interamente dovuta. In questo caso l’obbligo di versamento dell’Iva
si traferisce dal cedente (che non emette più fattura con IVA) al cessionario.
Altri esempi di totale o parziale indetraibilità dell’iva riguardano gli acquisti di aeromobili, beni di lusso, veicoli stradali a motore, carburanti e
lubrificanti, alimenti e bevande, prestazioni di trasporto, etc..

 

Come impostare gli acquisti in reverse charge sul programma di contabilità Softa:

Qui di seguito alcuni esempi di codici Iva, causali contabili, numerazioni e registrazioni.

1) Controllare che in “mastro piano dei conti”, per i conti IVA a credito e a debito utilizzati sia stato inserito il tipo ed esattamente Attività per iva a Credito / acquisti

Passività per iva a Debito /  Vendite.

Mastri

 

2) Verificare la presenza dei codici iva adeguati.

Aliquota Iva 22 per acquisti in Reverse charge3 Controllare che esista la causale contabile adeguata:

Causale contabile per acquisti reverse charge

4) Esempio di numerazione registri in reverse charge

 

 

 

 

 

Circolare 14e Agenzia delle entrate

Quali casi di autofattura? Autoconsumi Omaggi necessita autofattura?

Quali casi di autofattura? Autoconsumi Omaggi necessita autofattura?

Quali i casi di autofattura? Autoconsumi Omaggi necessita autofattura?

L’autofattura, come fa intuire il termine, è un documento fattura autoprodotto.

Autoprodotto in quanto non è stata emessa da un terzo ma siamo noi stessi che emettiamo tale documento.

Qui di seguito i casi più comuni per cui sarà necessario emettere una autofattura:

  1. fatturazione di omaggi
  2. autoconsumo di beni aziendali
  3. denuncia per mancata emissione fattura da parte del cedente

Nei primi due casi di autofattura il cedente ed il cessionario saranno gli stessi mentre, nel terzo caso, corrispondente ad una vera e propria denuncia, la autofattura dovrà essere intestata ad un cedente diverso da noi stessi quindi un terzo.

Come abbiamo appena riferito il termine autofattura si utilizza per tre differenti tipologie di casi ma attenzione a come si registrano.

Le fatture di omaggio e le fatture di autoconsumo sono assimilabili a vendite normali con l’unica differenza che queste sono emesse ai soli fini di regolare l’iva in esse contenute.

Diverso è invece la autofattura di denuncia che si verifica ogni qual volta si acquista e si paga una merce e/o un servizio ed il cedente non emette una regolare fattura.

Non sono invece più da considerare autofatture i casi di acquisti in reverse charge, in questo caso, oltre a registrare la fattura nel registro degli acquisti, sarà necessario semplicemente integrare le registrazioni, argomento chiarito in apposito articolo vedi seguente link.

http://www.softa.it/site/programma-reverse-charge-iva-che-cosa-e-e-come-funziona/#more-399

Torniamo quindi ai tre casi di autofatture.

  1. Fatture omaggio – Tipo documento TD01

Nei casi in cui si regalino alcuni prodotti ad un cliente e non si intende chiedere il pagamento al cliente, per registrare l’omaggio si dovrà emettere una autofattura.

Questo documento, assimilabile ad una fattura, dovrà contenere l’elenco e la descrizione dei beni ceduti a titolo gratuito con l’indicazione di importo e aliquota IVA.

In questi casi, il cui totale viene abbonato totalmente (per fatture senza rivalsa IVA) o ridotto al solo ammontare IVA (per i casi di obbligo di rivalsa IVA) sarà necessario indicare in fattura l’importo in negativo con una posta in fuori campo per il totale importo che si intende non incassare.

Ripetiamo che in questi casi si dovrà utilizzare un tipo di documento TD01 assimilabile alle normali fatture accertandosi che il totale del documento corrisponda a zero.

 

  1. Autoconsumo – Tipo documento TD01

Nel caso in cui l’imprenditore utilizzi i prodotti aziendali per uso personale oppure per qualsiasi motivo questi non saranno regolarmente venduti, sarà necessario emettere una autofattura.

Anche in questo caso si dovrà utilizzare un tipo di documento TD01 ed accertarsi che il totale del documento corrisponda a zero.

  1. Autofattura come denuncia per mancato ricevimento fattura – Tipo documento TD20

Nel caso in cui non sia pervenuta una fattura imponibile IVA entro 4 mesi dall’avvenuto trasferimento dei beni o prestazione del servizio, è necessario emettere una autofattura includendo tutti i dati rilevanti.

In questi casi è importante utilizzare un tipo di documento TD20 in quanto trattasi di vera autofattura, il cedente non ha inviato una fattura e quindi sono obbligato ad emettere la autofattura.

Ad esempio, il 15 gennaio 2019 paghiamo ad un fornitore un acquisto per 200, IVA 22, per un totale di 244,00 euro. Se entro il 14 maggio 2019 non abbiamo ricevuto la fattura del fornitore, entro il 1 giugno 2019 saremo obbligati ad emettere autofattura elettronica, stando attenti a selezionare un tipo di documento che abbia una causale contabile riportante “Tipo Documento” uguale TD20.

Sarà quindi necessario effettuare un versamento autonomo dell’IVA (quindi 44 euro) così come previsto dall’articolo 11 comma 1 decreto legislativo 472/1997

https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/97472dl.htm

In caso di inadempimento si è soggetti ad una sanzione di 250 Euro.

Suggeriamo in questo caso di contabilizzare l’iva con 100% di indetraibilità.

In sostanza l’iva della autofattura non sarà detratta ed è evidente come il soggetto che abbia pagato al cedente l’intero corrispettivo, IVA inclusa, si trovi costretto ad un doppio esborso dell’IVA: la prima volta al cedente, la seconda volta all’Erario. Quindi, paga due volte e detrae una volta, salvo il diritto di ripetizione nei confronti del cedente inadempiente.

Consigliamo quindi di non procedere con leggerezza ad inserire una autofattura di tipo TD20 ma è sempre meglio contattare il fornitore e tentare di ricevere il documento ufficiale, sollecitando quindi la sua emissione.

Per concludere possiamo quindi dire che:

Per le fatture di autoconsumo e le fatture di omaggio emetteremo a noi stessi/cliente una autofattura utilizzando un tipo di documento normale (TD01) ed azzereremo l’importo della fattura compensandolo con un importo in negativo avente codice iva in fuori campo (FC).

Per le fatture non pervenute, trascorsi 4 mesi, inseriremo una vera autofattura con tipo documento TD20.

Qui di seguito i dettagli per una corretta emissione.

  • Controllare che esista una causale contabile come da seguente esempio

 

Causali Contabili
Causali Contabili
  • Controllare che esista in tabelle configurazione documenti, un tipo documento come da seguente esempio

 

Configurazione Documenti
Configurazione Documenti

 

  • Emettere la fattura e poi, tramite il portale softafatture creare e scaricare l’xml. Tramite un editor di testo tipo notepad++ controllare che nel TAG tipodocumento ci sia:
    • <TipoDocumento>TD20</TipoDocumento>
    • Qui di seguito un esempio per il download del file da controllare
    • eFattureElettronicheDiVendita
      eFattureElettronicheDiVendita

Programma per centri di costo, cosa sono, utilizzo, vantaggi

Programma per centri di costo, cosa sono, utilizzo, vantaggi

Che cosa è un centro di costo, cosa è la contabilità a centri di costo:

I centri di costo abitualmente sono l’ammontare complessivo dei costi che in una azienda si hanno in un determinato reparto.

Ad esempio, si potrebbero calcolare i centri di costo del reparto imballaggio, del reparto saldatura, del reparto spedizioni oppure il reparto amministrativo o reparto di sviluppo.

Semplicemente è la somma dei costi relativi ad un reparto aziendale.

Un reparto aziendale potrebbe anche essere un team di persone che si occupa di un solo cliente, di un prodotto specifico, di una commessa e così via.

E’ importante quindi individuare nella propria azienda quali sono gli aspetti che più si intendono controllare ed assegnare quindi, ad ognuno di questi, si dovrà dare una differente codifica.

Oltre a catalogare i costi,  è possibile anche catalogare i ricavi al fine di ottenere una diretta comparazione fra i costi ed i ricavi per ogni aspetto di gestione.

A fine periodo, se i ricavi di uno specifico prodotto/centro di costo/commessa sono superiori ai relativi costi vuol dire che quel prodotto/centro di costo/commessa ha prodotto utili viceversa, se i costi sono superiori ai ricavi, è opportuno adottare un cambiamento affinché si inverta questo risultato.

Vantaggi con i centri di costo:

Con i costi analitici/centri di costo posso pensare di migliorare i risultati economici dell’azienda, posso puntare quindi su uno o più prodotti che producono utili, utilizzare una strategia per migliorare la redditività dei prodotti a scarso profit o addirittura pensare di non produrre più un prodotto in quanto questo genera perdite e non utili.

Esempi di utilizzo dei centri di costo:

Abbiamo detto quindi che il centro di costo è un’unità contabile in cui i costi vengono aggregati e calcolati.

In ogni azienda, il processo produttivo può essere suddiviso in aree o reparti.

Non esiste solo il reparto produzione, ma esiste il reparto imballaggio, il reparto commerciale, il reparto acquisti, il reparto amministrazione, il reparto magazzino, e così via.

Ognuno di questi reparti genera costi che molte volte sono direttamente imputabili al prodotto finito ma altre volte possono non essere riferiti ad un prodotto specifico.

Avremo quindi costi diretti e costi indiretti ma si potrebbero anche chiamare costi produttivi e costi non produttivi.

I costi diretti sono abitualmente più facili da calcolare, sono quei costi che si riferiscono direttamente al prodotto, quindi il tempo necessario per produrre un pezzo, l’energia elettrica, le materie prime e così via.

I costi indiretti invece sono più difficili da calcolare,  ma sono anche quelli che, indipendentemente dalla produzione, si manifestano sempre e quindi abitualmente non variano al variare complessivo dei fatturati. Questi costi indiretti o non produttivi sono importanti tanto quanto lo sono i costi diretti o produttivi, a volte incidono  anche più dei costi produttivi.

Per una corretta gestione è bene calcolarli ed aggiungerli ai prezzi di vendita, solo così si otterranno complessivamente utili.

Perché i centri di costo sono utili?

Suggeriamo quindi di suddividere i costi in maniera semplice ed intuitiva.

Questo rilevamento sarà sufficiente ad ottenere importanti dati che possono portare a interessanti riflessioni.

Registrare nella propria contabilità per centri di costo, infatti, consente di avere dati certi per maturare decisioni strategiche e per migliorare le performance dell’intero processo produttivo.

Ma i vantaggi non si esauriscono qui.

Con l’ausilio dei risultati della contabilità per centri di costo otterremo utili elementi per stabilire i prezzi di vendita dei prodotti e/o dei servizi.

Potremo tenere sotto controllo l’andamento economico dell’azienda e controllare nel tempo che cosa sta realmente succedendo in azienda.

La contabilità tradizionale purtroppo non è sufficiente per ottenere questo tipo di analisi, potrebbero apparire convenienti produzioni che in realtà sono non lo sono.

Alcuni esempi di utilizzo dei centri di costo.

A titolo esemplificativo, una piccola impresa può presentare una suddivisione per centri di costi di questo tipo:

  • costi di produzione prodotto A – Costo degli operai dedicati + materie prime, più energia + affitto area dedicata + ammortamento impianto diviso per il numero di ore di utilizzo.
    • Costo euro 500.000. Prodotti 1.000 pezzi Costo Cad. 500.
  • costi di produzione prodotto B Costo degli operai dedicati + materie prime, più energia + affitto area dedicata + ammortamento impianto diviso per il numero di ore di utilizzo.
    • Costo euro 250.000. Prodotti 2.000 pezzi Costo cad. 125.
  • costi di amministrazione – Affitto Uffici + Impiegati + Altre spese generali = 100.000
  • costi di pubblicità e marketing – Euro 20.000
  • costi commerciali – Agenti e/o venditori Euro 75.000
  • costi di magazzino –  Costo di un magazziniere + affitto dell’area + ammortamento Muletto etc. Euro 75.000.

Potremmo pensare quindi che i costi variano in relazione ai

 Come impostare il programma Softa.

Affinché si riesca ad utilizzare in toto la funzionalità necessitano alcuni passaggi:

1) Inserire in contabilità centri di costo un nuovo Centro di costo. La codifica è alfanumerica ed è libera. Ad esempio:

  • Codice Centro di costo
    Codice Centro di costo

2) Inserire in contabilità, causali contabili per ogni causale contabile una spunta sul flag CDC – Causali contabili.  Vedi esempio:

Causali Contabili Centri di Costo
Causali Contabili Centri di Costo

3) Richiamare qualsiasi tipo di documento ed accertarsi che, nel corpo documento, ci sia la colonna, CommNum come da seguente immagine:

Corpo Documento con numero di Commessa
Corpo Documento con numero di Commessa

4) Controllare che in contabilità, registrazioni contabili, sia per le fatture di acquisto che per le fatture di vendita ci sia l’area dedicata all’inserimento degli importi per i centri di costo:

Primanota con numero centro di costo
Primanota con numero centro di costo

5) Controllare i risultati finali, richiamando da menù fiscali, bilancio e selezionando come segue:

  • Richiesta Bilancino a centri di costo
    Richiesta Bilancino a centri di costo

    Il risultato finale sarà simile a:

Bilancino a centri di costo
Bilancino a centri di costo
  •  Tramite il controllo budget si potranno ottenere risultati simili a :
  • Controllo Budget
    Controllo Budget

     

Wikipedia – Centri di costo 

Esterometro 2019: Software per la comunicazione dell’esterometro.

Esterometro 2019: Software per la comunicazione dell’esterometro.

Ebbene sì, avremo una nuova comunicazione e nuove scadenze da ricordare, il così detto “esterometro”.

La prima comunicazione mensile delle operazioni di gennaio doveva essere inviata al sistema di interscambio entro il 28 febbraio 2019 ma, fortunatamente, la scadenza è stata prorogata al 30 aprile 2019.

Chi aveva sperato che, con la fatturazione elettronica, non ci sarebbero più state comunicazioni periodiche da inoltrare è rimasto deluso, o meglio, è rimasto in parte deluso.

Chi avrà solo operazioni nazionali inviate al sistema di interscambio, non dovrà effettuare alcuna altra comunicazione mentre, non è così, per coloro che effettueranno operazioni passive e/o attive estere che non transiteranno dal sistema di interscambio, questi difatti dovranno inviare l’esterometro.

Per evitare l’esterometro, almeno per le operazioni attive, sarà sufficiente inviare TUTTE le fatture emesse al sistema di interscambio, non ESISTE invece alternativa per le operazioni passive estere.

Altro argomento importante riguarda i soggetti passivi esteri identificati in Italia che, se in un primo tempo sembravano dover rientrare tra i soggetti obbligati alla fatturazione elettronica (articolo 1, comma 909, della legge n. 205 del 2017) con la Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 e con l’art. 15 del Decreto fiscale, sono stati invece esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica, e quindi anche queste operazioni saranno da includere nell’esterometro che è entrato in vigore il 1° gennaio 2019.

Tutti gli operatori che acquisteranno da fornitori esteri con partita iva italiana, quindi con stabile organizzazione in Italia, molto probabilmente non riceveranno le fatture dal sistema di interscambio e quindi sarà a carico del cessionario/acquirente inviare gli estremi degli acquisti in occasione delle scadenze dell’esterometro.

Vediamo quindi nel dettaglio come procedere e cosa impostare sul programma SOFTA:

  • Quali operazioni
  • Quali informazioni
  • Impostazione SOFTA
  • Estrazione file SOFTA
  • Modalità di trasmissione

QUALI OPERAZIONI

Gli operatori IVA residenti in Italia devono comunicare le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato italiano.

L’esterometro è quindi una nuova comunicazione delle fatture ed è riferita a tutte le operazioni c.d. transfrontaliere.

Sono escluse dall’obbligo di comunicazione (quindi sono comunicate solo facoltativamente) le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale.

Qui di seguito le operazioni da inserire nell’esterometro:

  • fatture ricevute da soggetti comunitari non stabiliti;
  • fatture emesse verso soggetti comunitari non stabiliti anche se identificati ai fini IVA in Italia, per i quali non è stata emessa fattura elettronica tramite SdI;
  • fatture emesse per servizi generici verso soggetti extracomunitari per cui non è stata emessa la fattura elettronica e per le quali non c’è una bolletta doganale;
  • autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari;
  • autofatture per acquisti di beni provenienti da magazzini italiani di fornitori extra Ue.

Rimangono per ora confermate, le comunicazioni Intrastat per le operazioni con soggetti comunitari.

QUALI INFORMAZIONI

Con riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti trasmettono con l’esterometro le seguenti informazioni:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore,
  • i dati identificativi del cessionario/committente,
  • la data del documento,
  • la data di registrazione per le operazioni passive quindi per i documenti ricevuti,
  • il numero del documento,
  • Il totale imponibile,
  • l’aliquota IVA applicata
  • l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la natura dell’operazione.

 

IMPOSTAZIONE SOFTA

Trattasi di una semplice spunta da inserire sulla tabella Iva e/o inserire un codice iva specifico per selezionare le operazioni da includere nello spesometro.

Dovrete quindi richiamare tutti i codici Iva che saprete poter utilizzare nelle operazioni con l’estero ed aggiungere una spunta sul check in basso “Esterometro”.

Attenzione che gli operatori stranieri con stabili Organizzazioni in Italia, con partita Iva Italiana, potrebbero non emettere fattura elettronica e quindi in questo caso l’operazione è da includere nell’esterometro.

Qui di seguito un esempio di codice Iva per le stabili organizzazioni:

IvaStabileOrganizzazioneInItalia

 

ESTRAZIONE FILE SOFTA

Come per le precedenti comunicazioni, per ottenere i file da inviare per l’esterometro, dovrete selezionare:

  • fiscali
  • Comunicazione dati fatture

Comparirà la familiare maschera di selezione nella quale dovrete inserire l’anno ad. es. 2019 ed il mese per cui desiderate inviare la comunicazione.

Tramite il pulsante crea nuova comunicazione, vedrete apparire l’elenco di tutte le operazioni attive e passive per le quali si è utilizzato un codice iva avente la spunta sul check esterometro.

Sulla sinistra delle righe fatture mostrate in elenco è presente un check di selezione.

Il check di selezione, automaticamente proposto con la spunta, potrà essere deselezionato per evitare che la fattura, incasi particolari, sia inserita nel file di comunicazione.

Potrete quindi includere e/o escludere ogno singola riga di fatture emesse e/o ricevute.

MODALITA’ DI TRASMISSIONE FILE

Tramite il pulsante crea file e memorizza si presenterà la scelta della cartella in cui depositare i file che il programma SOFTA creerà.

Al termine della elaborazione saranno creati 1 o 2 file con nome file simile alla seguente immagine:

CreatoFileFattureRicevuteEsterometro

 

È possibile trasmettere i dati con un file compresso (.zip) non firmato se tutti i file xml in esso contenuti sono firmati. Se, invece, i file xml non sono tutti firmati, il file compresso deve essere obbligatoriamente firmato.

Il file potrà essere inviato tramite il portale “Fatture e corrispettivi”.

Non è possibile trasmettere i file dati fattura (“Esterometro”) attraverso la piattaforma Desktop telematico.

La trasmissione telematica dovrà essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’IVA.

 

Fatturazione elettronica – Programma Esigibilità Regime fiscale

Avrete sicuramente notato la presenza nel menu delle vendite e nel menu degli acquisti di una nuova voce selezionabile ed esattamente:

“Fatture elettroniche XML”.

Su click di questa voce di menù comparirà una maschera di accesso dove, per esigenze di sicurezza, dovrete inserire nuovamente le vostre credenziali di accesso, inserite le quali, si aprirà una sessione di collegamento al portale che rimarrà attiva per almeno 24 ore.

Ricordiamo inoltre che non è possibile accedere con un generico utente admin, sarà necessario utilizzare un codice utente diverso da admin e comunque un codice con almeno 5 caratteri (trattasi di accesso ad aree riservate ma comunque richiamabili da un semplice browser. Suggeriamo quindi di creare un utente con con almeno 10 caratteri ma in particolare una password comprendente caratteri speciali numeri e maiuscole e minuscole).

Tramite queste due differenti maschere potrete creare file XML per le fatture emesse, potrete eseguire il download degli stessi, vedrete inoltre pervenire le prime fatture che i vostri fornitori avranno già inoltrato al Sistema di interscambio.

Vi informiamo che fino al 01-01-2019 i file XML che vedrete a video saranno  puramente di esempio, l’invio e/o l’importazione non saranno attivi, potrete solo cominciare a prendere confidenza con i menu e valutare se i file presenti sono esattamente quelli che desiderate.

Vi ricordiamo inoltre che attiveremo il servizio solo dopo aver ricevuto la delega firmata in originale, è il regolamento ministeriale che ce lo impone.

Vi suggeriamo inoltre di seguire queste breve indicazioni al fine di predisporre alcuni elementi fondamentali per la creazione dei file XML.

1) Controllare che in anagrafica ditta l’intestazione della vostra ditta e la partita Iva sia corretta. I documenti emessi potrebbero essere differenti rispetto a quanto indicato in anagrafica ditta. I file XML conterranno il nome della vostra azienda così come riportato in anagrafica ditta.

2) Controllare che in anagrafica ditta il regime fiscale come da elenco seguente sia corretto. Abitualmente il regime fiscale è di tipo ordinario ma è opportuno chiedere al proprio commercialista se rientranti o meno in un regime particolare.

Link alle Codifiche regime fiscale Agenzia delle entrate

RF01 Ordinario
RF02 Contribuenti minimi (art.1, c.96-117, L. 244/07)
RF03 Nuove iniziative produttive (art.13, L. 388/00)
RF04 Agricoltura e attività connesse e pesca (artt.34 e 34-bis, DPR 633/72)
RF05 Vendita sali e tabacchi (art.74, c.1, DPR. 633/72)
RF06 Commercio fiammiferi (art.74, c.1, DPR 633/72)
RF07 Editoria (art.74, c.1, DPR 633/72)
RF08 Gestione servizi telefonia pubblica (art.74, c.1, DPR 633/72)
RF09 Rivendita documenti di trasporto pubblico e di sosta (art.74, c.1, DPR 633/72)
RF10 Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al DPR 640/72 (art.74, c.6, DPR 633/72)
RF11 Agenzie viaggi e turismo (art.74-ter, DPR 633/72)
RF12 Agriturismo (art.5, c.2, L. 413/91)
RF13 Vendite a domicilio (art.25-bis, c.6, DPR 600/73)
RF14 Rivendita beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (art.36, DL 41/95)
RF15 Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (art.40-bis, DL 41/95)
RF16 IVA per cassa P.A. (art.6, c.5, DPR 633/72)
RF17 IVA per cassa (art. 32-bis, DL 83/2012)
RF18 Altro
RF19 Regime forfettario (art.1, c.54-89, L. 190/2014)

2) Inserire in anagrafica ditta il numero di telefono ed esattamente nel controllo “telefono fatturazione”, nel controllo “Email ditta” inserire l’indirizzo e-mail alla quale i vostri clienti dovrebbero rispondere per eventuali comunicazioni riferite alla fatturazione.

3) Esigibilità iva da controllare sulle tabelle Iva. Quasi tutti i clienti dovranno inserire la “I” di esigibilità Immediata. le eccezioni a questa regola saranno le seguenti:

a) Inserire “D” se la contabilità è eseguita con il sistema di Iva per cassa

b) Inserire “S” per i casi in cui il codice Iva riguardi fatture emesse con il sistema dello SPlit Payment (utilizzato per le fatture verso la Pubblica amministrazione”).

 

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Marca da bollo? Sarà virtuale sulle fatture elettroniche 2019!

Marca da bollo? Sarà virtuale sulle fatture elettroniche 2019!

Forse non tutti hanno pensato che per alcune fatture, in particolare quelle in esenzione Iva, l’obbligo di apporre la marca da bollo non verrà a mancare, la marca sarà comunque da pagare.

Come si farà quindi a pagare il bollo visto che la fattura non verrà stampata?

Ebbene è questa la domanda che è stata posta all’Agenzia delle Entrate nel corso di vari convegni:

“In considerazione del fatto che sulle fatture elettroniche non è possibile apporre fisicamente la marca da bollo, cosa bisognerà fare per assolvere all’adempimento?”

L’agenzia ha risposto che sarà necessario effettuare un versamento telematico.

Ebbene come bisognerà proseguire?

Il cedente/prestatore dovrà indicare nel file l’importo del bollo da pagare ed indicare che questo è un bollo virtuale.

Necessiterà quindi valorizzare nel tracciato XML della fattura elettronica un apposito campo e quindi poi pagare l’imposta che è stata dichiarata.

Sarà sufficiente che, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, il contribuente versi in un’unica soluzione, l’ammontare complessivo dell’imposta di bollo da assolvere.

Si dovrà indicare nel modello F24 l’esercizio di riferimento ed il codice tributo 2501 – IMPOSTA DI BOLLO SU LIBRI, REGISTRI ED ALTRI DOCUMENTI RILEVANTI AI FINI TRIBUTARI – ARTICOLO 6 DEL DECRETO 17 GIUGNO 2014

Sulla fattura elettronica andrà indicata la dicitura

“Imposta di bollo assolta virtualmente ai sensi del DM 17.6.2014”.

In generale, con la circolare 16 E del 14/04/2015, l’Agenzia delle Entrate aveva già chiarito che la disciplina inerente l’assolvimento dell’imposta di bollo in modo virtuale, il D.P.R n° 642 del 26 ottobre 1972, non trova applicazione in merito ai documenti informatici.

In sostanza, l’assolvimento dell’imposta di bollo per le fatture elettroniche non richiede la preventiva autorizzazione, né gli altri adempimenti previsti dagli articoli 15 e 15-bis del DPR n. 642.

Attenzione quindi, necessiterà calcolare a fine anno l’ammontare complessivo da versare ed effettuare il pagamento nei tempi previsti come su indicato.

Veniamo quindi a come procedere affinché, in fase di creazione del file XML, vengano inserite le indicazioni corrette.

Innanzi tutto sarà necessario richiamare dal menu di Softa8 il modulo previsto in anagrafica e poi ditta.

Nella maschera visualizzata selezionare la scheda “3 Documenti” ed in questa in basso a destra troverete un check che, sicuramente andrà spuntato e poi, nel controllo “messaggio per bollo virtuale” suggeriamo l’inserimento di una frase tipo:

Imposta di bollo assolta virtualmente ai sensi del DM 17.6.2014”

Se si è in possesso invece di una preventiva autorizzazione allora sarà necessario inserire una descrizione del tipo:

“Imposta di bollo assolta in modo virtuale autoriz. Ag. Entrate to III n°2012/029911 del 17/12/2012”

Per accertarsi poi che quanto su riportato sia stato inserito in modo corretto, potrete visualizzare il contenuto di un XML per il quale era previsto il bollo e rintracciare quanto indicato nelle istruzioni le quali citano:

Nei casi in cui sia prevista l’imposta di bollo, vanno valorizzati i seguenti campi:

BolloVirtuale: indica l’assolvimento dell’imposta di bollo ai sensi del decreto MEF 17 giugno 2014 (bollo virtuale).

ImportoBollo: importo dell’imposta di bollo

Non dimenticate inoltre di inserire anche:

Soglia per bollo esenzione 77,57
Bollo esenzione 2,00
Codice Iva per bollo Art. 15
Contropartita rimborso spese bollo(Suggeriamo un sottoconto specifico, sottoconto che verrà utilzzato solo per questo scopo) rimborso spese bollo

Codice di destinazione fatture elettroniche Softa

Codice di destinazione fatture elettroniche Softa

Ad Alcuni operatori informatici, quali noi della SOFTA, che avevano preventivamente richiesto un accreditamento, l’SDI ha rilasciato un codice di sette cifre “codice destinatario” .

L’SDI – Sistema di Interscambio, quando riceverà le fatture dei vostri fornitori, grazie al codice di partita Iva presente nei file XML, e grazie al codice di destinazione inserito sul portale SDI, inoltrerà tali fatture al portale che noi abbiamo indicato nella richiesta di accreditamento, indirizzo che corrisponde al nostro portale e quindi al portale al quale noi vi faremo accedere.

Il codice di destinazione della SOFTA è il:

04CC85E

 

Il suddetto codice di destinazione potrà quindi essere comunicato ai vostri fornitori affinché questi lo inseriscano nei file XML che invieranno al SDI.

Vi esortiamo però, ed è sicuramente più importante, ad inserire tale codice di destinazione direttamente sul portale del sistema di interscambio. (vedi istruzioni)

Solo così si avrà la certezza che le fatture emesse dai vostri fornitori perverranno a voi tramite il nostro portale.

Suggeriamo quindi di proseguire come segue entro il 31/12/2018 (a partire dal 1 gennaio 2019 perverranno le fatture fornitori):

1) Inviare l’ordine alla Softa della nuova applicazione e-Fattura per il numero di fatture che si ipotizza possano essere inviate e/o ricevute nell’arco del 2019.  Scarica l’ordine

2) Scaricare compilare ed inviare in originale la delega come da seguente link (necessita solo una spunta al punto 4 Fatturazione elettronica e conservazione delle fatture elettroniche) . Scarica la Delega Agenzia delle entrate. Inviare anche solo via e-mail fotocopia della carta di identità valida del firmatario che dovrà essere il legale rappresentante.

3) Inserire il codice di destinazione seguendo le seguenti istruzioni: Caricare il codice di destinazione

4) Inserire la scelta per la Conservazione elettronica gratuita dell’agenzia delle entrate

5) Effettuate le precedenti operazioni, ve ne rimane solo più una. Dovrete richiamare da menù di Softa sistemi -> utenti l’utente che vorrete utilizzare per la trasmissione (non è possibile utilizzare l’utente admin) ed inserire una spunta nel check di “Utente abilitato al WEb”.

Eseguite tutte le precedenti opzioni, tramite menu Softa Vendite-> fatture elettroniche oppure Acquisti-Fatture elettroniche potrete inviare e ricevere le fatture elettroniche.

I nuovi servizi di invio e ricevimento fatture elettroniche saranno completamente operativi dal 1 gennaio 2019.

Per abilitazioni anticipate dovrete prendere contatto con noi per concordare i dettagli. Nel 2018 potrete quindi cominciare a prendere confidenza con le nuove funzionalità e/o effettuare creazioni di file XML con relativi download per invii fittizi o diretti e/o per pubbliche amministrazioni.

I menù per invio e ricezione appariranno solo dopo l’invio dell’ordine come su indicato.

 

Essenziale per invio fatture elettroniche

Qui di seguito solo l’essenziale per iniziare ad inviare e/o ricevere le fatture elettronica.

Negli articoli precedenti abbiamo indicato cosa è necessario fare, cosa viene richiesto e quali sono le scadenze in tre differenti articoli.

Con questo nuovo post vorremmo indicare ai nostri clienti come procedere per ottenere le nuove funzionalità necessarie per inviare e ricevere le fatture elettroniche.

Innanzitutto è importante valutare quali licenze posseggo: 

Ho già Softa Contabilità, vendite ed acquisti,  posso inviare e ricevere le fatture elettroniche?

  • Sì, è possibile creare i file XML ed inviare questi alla agenzia delle entrate direttamente senza ulteriori costi aggiuntivi. Se si desidera invece un comodo pannellino per inviare e ricevere le fatture direttamente, creare automaticamente la contabilità ed alimentare lo scadenzario, allora sarà necessario inviare l’ordine di e-fattura alla Softa. Scarica il pdf dell’ordine ora.

Ho già Softa vendite ed emetto fatture di vendita con Softa,  posso inviare le fatture elettroniche?

  • Sì, è possibile creare i file XML ed inviare questi alla agenzia delle entrate direttamente senza ulteriori costi aggiuntivi. Non è possibile ricevere le fatture fornitori. Se si desidera invece un comodo pannellino per inviare le fatture direttamente da Softa allora sarà necessario inviare l’ordine di e-fattura alla Softa. Scarica il pdf dell’ordine ora.
Ho già Softa contabilità e non emetto le fatture con Softa ma le emetto con Excel o altro software. Posso inviare le fatture elettroniche?
  •  No, per inviare le fatture elettroniche è necessario acquistare sia la licenza vendite che la licenza e-fattura. Il file delle fatture elettroniche, da inviare alla agenzia delle entrate, è il dettaglio della fattura, è necessario quindi inserire le fatture con la descrizione di quanto ceduto. Per proseguire è necessario prima ordinare la licenza delle vendite e poi acquistare l’applicazione e-fattura.
  • Scarica il pdf dell’ordine ora.

Ho già Softa Acquisti posso inviare le fatture?

  • No si possono solo ricevere le fatture dei fornitori. Per ricevere le fatture è necessario però acquistare la licenza della contabilità e l’applicazione annuale e-fattura. Scarica il pdf dell’ordine ora.

Ho sia vendite che acquisto, posso inviare e ricevere le fatture elettroniche

  • Si possono solo inviare le fatture direttamente alla agenzia delle entrate tramite i file XML che softa vendite genera ma, se si desidera una comoda consolle per inviare e ricevere le fatture elettroniche sarà necessario inviare l’ordine come da seguente link:  Scarica il pdf dell’ordine ora. Suggeriamo però di acquistare il modulo contabilità, vi darà la possibilità di creare in automatico la vostra contabilità.

 A questo punto è necessario proseguire con le seguenti attività:

1) Inviare l’ordine alla Softa della nuova applicazione e-Fattura. Scarica il file pdf dell’ordine.

2) Inserire la delega sul sito dell’Agenzia delle entrate oppure inviarla al commercialista: Delega Agenzia delle entrate

3) Caricare il codice di destinazione – daremo questo codice a breve.

4) Inserire la scelta per la Conservazione elettronica gratuita dell’agenzia delle entrate

5) Per utilizzare i nuovi servizi di invio e ricevimento fatture elettroniche è necessario accedere alle procedure con un nome utente diverso da admin. Se quindi state accedendo con admin dovrete creare un nuovo utente con tutti i diritti amministrativi ed acceere con questo nuovo utente.

 

Essenziale:

Alcuni chiarimenti

 

 

Applicazione WEB fatture elettroniche attive passive contabilità automatica

Applicazione WEB fatture elettroniche attive passive contabilità automatica

E-FATTURA – Applicazione WEB per inviare alla Agenzia delle Entrate le fatture attive emesse, ricevere fatture passive dei fornitori, creare quasi in automatico la contabilità.

  • E-fattura è l’applicazione WEB di Softa che consente ad aziende private, ditte individuali, liberi professionisti e altri soggetti titolari di partita IVA di inviare e ricevere fatture elettroniche a clienti privati (B2B) , alla Pubblica Amministrazione (B2G) ed alle persone fisiche (B2C).
  • Il servizio è richiamabile direttamente sia da un browser che da menu Softa.
  • Requisito essenziale per il funzionamento è il possesso di almeno una licenza del package Vendite di Softa8.
  • L’utilizzo di E-fattura è gratuito fino alla creazione degli XML delle fatture emesse ai clienti. Questa nuova funzionalità apparirà negli attuali menù, i clienti Softa non dovranno sottoscrivere alcun abbonamento. Sarà possibile scaricare i file in download ed inviarli direttamente alla Agenzia delle entrate senza alcun intermediario. La Agenzia delle entrate inoltrerà le fatture dei vostri clienti utilizzando l’indirizzo  PEC o utilizzando il codice codice di destinazione che avrete inserito in anagrafica del cliente. Sempre la Agenzia delle entrate farà pervenire a voi, sullo stesso portale, le fatture dei vostri  vostri fornitori.
  • Se preferite invece inviare e ricevere comodamente le fatture, controllare con un pratico cruscotto gli esiti di consegna, essere certi che le fatture siano state consegnate, ricevere le fatture dei vostri fornitori, aggiornare automaticamente le anagrafiche dei fornitori, creare semi automaticamente la contabilità, aggiornare lo scadenzario per le fatture passive ricevute, potreste utilizzare la nuova applicazione Softa E-Fatture.
  • Per ottenere E-Fatture dovrete sottoscrivere un apposito ordine come da seguente Link ed inoltrarlo a sdevivo@softa.it.
  • Scarica l’ordine di E-fatture
  • Quanto costa il servizio? I costi variano in relazione al numero di fatture inviate e ricevute annue , vedi modulo ordine E-fatture.

Per ottenere il servizio, oltre ad inviare l’ordine come su indicato, necessita anche trasmettere all’agenzia delle entrate, oppure al proprio commercialista il documento di delega che potrete scaricare dal seguente link.

Scarica la delega

Quali saranno i vantaggi e quali gli svantaggi con la fatturazione elettronica?

Ebbene, con le nuove funzionalità che potrete attivare, avrete:

  1. un pannellino, come se fosse un cruscotto, sarà a vostra disposizione per controllare comodamente che tutte le fatture emesse siano pervenute ai vostri clienti e contemporaneamente riceverete le fatture dei fornitori.
  2. Quali sono i tempi con la quale riceverete le informazioni di invio ricevimento e/o accettazione? I tempi saranno dettati dalla Agenzia delle entrate, Softa invierà i flussi quando voi deciderete, e rimarrà in attesa che la ADE restituisca l’esito delle fatture inviate e ci invii le fatture fornitori.
  3. Ricevute le fatture fornitori, E-fattura effettuerà un controllo delle vostre anagrafiche e mostrerà le differenze e/o aggiungerà i nuovi fornitori affinchè voi approviate la modifica e/o l’inserimento.
  4. Su selezione, potrete decidere di importare la contabilità legata alle fatture fornitori ricevute. Sarete voi a stabilire quando importare la contabilità.
  5. Scadenzario. Nel flusso delle fatture il vostro fornitore inserirà anche le condizioni di pagamento, aggiorneremo quindi il vostro scadenzario con le informazioni ricevute, sarà tutto sotto controllo.
  6. Abbiamo sempre sostenuto che gli automatismi fanno risparmiare tempo e denaro, è giunta quindi l’occasione per approfittare di queste nuove funzionalità, avrai sempre la contabilità aggiornata senza aspettare il i tempi di terze parti.
  7. Qualcuno potrebbe anche pensare che si potrebbe fare a meno del commercialista. A questa domanda noi rispondiamo no! Il commercialista sarà comunque necessario per controllare che tutto sia andato a buon fine, che l’Iva riferita a quella fattura sia veramente detraibile o meno e così anche gli altri aspetti fiscali potranno essere controllati ed accettati. Il commercialista quindi non dovrà più caricare le fatture e voi non dovrete più inviargliele tutti i mesi, arriveranno a voi comodamente ed il compito del commercialista sarà quello di dare consulenza su quanto caricato automaticamente. Da operativo quindi il commercialista sarà il vostro controller, il vostro supervisore ed il vostro consulente fiscale, meglio che la routine noiosa venga effettuata in automatico almeno gli esperti avranno tempo disponibile per informarci e controllare che l’azienda sia sempre economicamente sana e funzionale.

 

QUALI I VANTAGGI E QUALI GLI  SVANTAGGI CON LE FUNZIONALITA’– E-FATTURA ELETTRONICA?

I PRO ED I VANTAGGI

Creazione file XML fatture emesse                               Compreso nel contratto di

Funzionalità E-fatture  funzionalità parziali
Download XML fatture emesse Compreso in Softa
Upload XML fatture emesse  Compreso in E-fattura
Fatture fornitori ricevimento XML Compreso in E-fattura
Creazione contabilità da file ricevuti   Compreso in E-fattura
Rintracciabilità In qualsiasi momento, tramite appositi filtri, potrò controllare il flusso delle fatture emesse e ricevute di un solo cliente e/o fornitore.  Compreso in E-fattura
Contabilità automatica. Softa proporrà il caricamento automatico della contabilità, per il 95% delle fatture ricevute sarà sufficiente un click, per il restante, potrete comodamente accettare o modificare la registrazione.  Compreso in E-fattura
Anagrafica fornitori sempre aggiornata, ricevute le fatture su richiesta saranno aggiornate gli indirizzi e i codici IBAN per effettuare i bonifici.  Compreso in E-fattura
 Conservazione  Tramite Agenzia delle Entrate, la piattaforma non è comodissima ma il servizio è gratuito.

CONTRO

Costo                                                                                    Utility con costi progressivi

 

Applicazione WEB fatture elettroniche attive passive contabilità automatica

 

Alcune immagini della nostra applicazione

Qui di seguito solo alcune immagini significative.

Costruzione automatica delle registrazione. Elenco iniziale delle fatture ricevute:

Elenco delle fatture elettroniche ricevute

 

Possibile fornitore non presente nei propri archivi, proposta di inserimento:

efatture-fornitore-mancante

Ipotesi di fornitore presente in anagrafica ma con Ragione sociale, indirizzo, Città differente da quanto ricevuto nel file XML.

efatture-Fornitore-anagr-variata

 

Ipotesi di fornitore già presente più volte nel vostro database. Scelta da effettuare:

efatture-fornitore-multiplo

 

Per ulteriori chiarimenti vi suggeriamo di leggere i due seguenti .pdf.

Guida alla fattura elettronica ed ai servizi dell’Agenzia delle Entrate

Info ed assistenza On Line della Agenzia delle Entrate

Hai bisogno di maggiori delucidazioni in merito alla Fatturazione Elettronica? Chiamaci al nr. 011 2767830